Tre Marie Ricorrenze | Il Buono di Milano
14972
page-template,page-template-full_width,page-template-full_width-php,page,page-id-14972,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-theme-ver-12.0.1,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-5.4.2,vc_responsive
 

Il Buono di Milano

UN POSIZIONAMENTO UNICO E DISTINTIVO

Tre Marie è paladina del BUONO DI MILANO,
un buono legato ai valori della cultura della città a cui appartiene, alla selezione di ingredienti di eccellenza, ad un processo lento e curato, ad un prezioso saper fare che viene dal passato.

 

È un buono legato ai gesti semplici della tradizione, come quello di incidere una croce sul pane prima che finisse in forno, in segno di benedizione.

 

Per questo il sapore di Tre Marie è un sapore autentico, perché i nostri prodotti racchiudono da sempre amore per la tradizione milanese e la cultura delle origini.

 

Il Buono di Milano non è quantificabile in profitti o ricavi ma in dosi di burro, uova e uvetta sultanina. E il lusso più prezioso che possiede è quello della semplicità di un sapore che deriva da una complessa preparazione, frutto dell’esperienza delle migliori pasticcerie milanesi da cui nascono i prodotti Tre Marie.

 

Il Buono di Milano rappresenta anche una parte di Milano che pochi conoscono, una città con un fascino discreto che solo chi si concede la lentezza della contemplazione può cogliere.

 

È una Milano che non corre e che ama stare nascosta dietro l’eleganza misurata di chiese e palazzi che celano, intatto al loro interno, il fascino del passato con splendidi cortili e rigogliosi giardini segreti.

TRE MARIE E MILANO: UNA DOLCE PROSPETTIVA

 

Tre Marie reinterpreta la storia e la cultura di Milano.

 

Continua il nostro viaggio attraverso le architetture e gli edifici simbolo di Milano. Storia e cultura di Milano sono racchiuse tra gli archi della Galleria, nelle linee classiche dell’Arco della Pace e nelle curve morbide della Besana. E giungono intatte sino a noi.

 

In maniera simile il Panettone Tre Marie custodisce il sapore dell’antica ricetta milanese e ancora oggi lo porta sulle tavole di tutti gli italiani, un monumento unico di gusto che come quelli architettonici è massima espressione dell’amore per la tradizione e la cultura delle origini.

IL MANIFESTO DEL BUONO

SE NON CREDESSIMO NEL BUONO, non saremmo cresciuti in mezzo a burro, uova, canditi e uvetta sultanina.

 

SE NON CREDESSIMO NEL BUONO, non prenderemmo il nome dall’antica confraternita che offriva farina e pane ai bisognosi.

 

SE NON CREDESSIMO NEL BUONO DI MILANO, non saremmo da sempre fedeli all’autentica ricetta milanese, espressione di una città straordinaria in cui una varietà di cose e di genti si mescola insieme in un unico impasto, come gli ingredienti dei nostri dolci.

 

SE NON CREDESSIMO NELL’ARTE DI FARE BENE LE COSE, non faremmo lievitare per tre giorni i nostri impasti. E non sceglieremmo i migliori ingredienti per realizzare le nostre ricette.

 

SE NON CREDESSIMO NELL’IMPORTANZA DI UN SAPORE DELLA TRADIZIONE, non faremmo un panettone basso e soffice proprio perché basso e non sforneremmo dolci che attingono al saper fare della nostra marca.

 

SE NON CREDESSIMO NEI GESTI PREZIOSI, non incideremmo la scarpatura a otto punte su ciascuno dei nostri panettoni.

 

SE NON CREDESSIMO NELL’ESPERIENZA, le nostre creazioni non nascerebbero dall’unione delle più rinomate pasticcerie di Milano di inizio novecento.

 

SE NON CREDESSIMO NEL FARE LE COSE CON CURA, non faremmo raffreddare i nostri panettoni a testa in giù.

 

SE NON CREDESSIMO NELLE COSE PREGIATE, non avremmo impreziosito il nostro impasto con gemme rare come scorzoni di arance siciliane e cubetti di cedro Diamante.

 

SE NON CREDESSIMO NELL’IMPORTANZA DEL DONO, non metteremmo la stessa attenzione che abbiamo per i nostri ingredienti anche nella scelta della confezione.

 

SE NON CREDESSIMO NEI SEGRETI, non custodiremmo nel cuore del nostro forno, protetto dentro un panno di cotone e stretto in una corda, il lievito ‘Madre’ che dà vita ai nostri impasti.

 

SE NON CREDESSIMO NEL NOSTRO PANETTONE, non metteremmo l’anima nella ricerca di un sapore che riporti alla memoria colori, sensazioni e profumi di festa. E non ti chiederemmo di assaporarlo prendendoti il tuo tempo.

 

E se non credessimo che i nostri siano i dolci più buoni, non li porteremmo IN DONO ANCHE ALLE NOSTRE FAMIGLIE.

 

Per fortuna noi non diamo importanza ai ‘se’ perché il buono che è in noi è una certezza.